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COMUNE DI PORTO SAN GIORGIO

 

PORTO SAN GIORGIO

PROVINCIA DI FERMO

 

Nuovo piano del Porto Turistico
varato dalla Univpm presentato dal Sindaco Loira
“Parte l’iter per l’approvazione”

 

Presentato in Teatro il piano per il porto studiato dal Politecnico di Ancona. "Parte l'iter per la sua approvazione" ha detto il sindaco Nicola Loira. Previsti 13.600 mq di aree edificabili. E' un porto che si apre alla città.

          

Il piano per il porto è realtà. Lo studio realizzato dal Politecnico di Ancona è stato presentato questa sera in Teatro alla presenza del rettore Sauro Longhi e dei professori Gianluigi Mondaini e Maddalena Ferretti del gruppo di lavoro che ha redatto il progetto insieme a Poalo Bonvini e Francesco Alberti. E’ il frutto di un lavoro durato mesi e depositato in Comune all’inizio del mese. Passato in maggioranza e illustrato alla cittadinanza oggi. Un progetto che tiene ovviamente conto delle linee guida decise dall’Amministrazione comunale e delle volumetrie che la giunta Loira ritiene sostenibili con una nuova pianificazione. “Inizia oggi ufficialmente l’iter per la sua approvazione -ha detto il sindaco Nicola Loira- ma il lavoro non finisce qui.  Il Comune di Fermo dovrà infatti svolgere un ruolo primario, la prossima Amministrazione comunale dovrà pensare una pianificazione infrastrutturale dell’area costiera e di Marina Palmense tenendo conto del porto che può rappresentare oggi, più che mai, una delle più grandi opportunità della nostra Provincia“. Un appello, quello rivolto da Loira al collega Paolo Calcinaro, presente in sala, a lavorare insieme per rendere l’approdo integrato nel territorio. E’ Sauro Longhi, nel suo penultimo giorno da rettore, a porre l’accento proprio sulle possibilità che il Marina può offrire al di là della vocazione turistica. “Questa è la scommessa che mi sento di commissionare a questo territorio -ha detto Longhi- un porto deve restare sempre aperto e accogliere”. Ad illustrare lo studio ci ha pensato il prof. Mondaini. “Siamo partiti dall’esigenza di collegare il porto alla città, ritrovando una sua centralità -ha esordito quest’ultimo- per questo motivo le barriere non ci sono. Parte dello spazio urbano attorno al porto viene proiettata sull’acqua quasi a creare un legame”. Un porto realmente aperto, quindi, e contenitore di aree fruibili da tutti. Una piazza, un centro congressi, un cantiere, residenze. Lo studio prevede anche una riqualificazione del vecchio mercato ittico che potrebbe ospitare tanto una biblioteca del mare quanto spazi da utilizzare in sinergia con l’istituto nautico. Un occhio di riguardo ovviamente anche al commercio ed alle attività produttive che verrebbero localizzate nella parte est dell’infrastruttura, fronte banchine. Residenze temporanee, strutture ricettive, ristoranti troverebbero invece spazio negli edifici perpendicolari al porto e realizzati tenendo conto della necessità di non limitare la visuale del mare. La Capitaneria di porto dovrebbe invece essere ubicata a ridosso dell’imboccatura dell’approdo. “Un parco urbano potrà essere localizzato dove sono abbancate le sabbie attraverso una riqualificazione naturalistica per ospitare magari concerti ed attività sportive” ha detto Mondaini. L’impressione quindi è che tutto lo studio punti anche a non creare un grosso impatto attraverso edifici eccessivamente elevati, massimo di un paio di piani. E’ stata poi la volta della prof.ssa Ferretti. “Abbiamo voluto riconnettere l’infrastruttura al territorio attraverso la valorizzazione della tradizione marinara”. Ferretti che ha affrontato anche la criticità legata all’uso limitato del porto nel periodo invernale. “Abbiamo cercato allora di capire quali fossero le funzioni che destagionalizzassero il porto e di questo ci siamo occupati nell’analisi che ha trattato pure di volumetrie”. Non è stato tuttavia semplice trovare una “ricetta” per il marina di Porto San Giorgio. Anche per questo motivo il confronto ha finito per occuparsi di aree, spazi, fino ad arivare, per l’appunto, alla cultura marinara. Ecco allora l’idea di un ecomuseo che raccoglie questa istanza. “Una strada percorribile che potrebbe aprire altre opportunità in chiave turistica”. Capitolo iter. Per l’ottenimento della Vas occorrono 90 giorni, poi il passaggio in Consiglio, la pubblicazione, i termini per le osservazioni e infine la consegna del piano alla Regione. “Complessivamente si parla di 420 giorni di tempo per arrivare al termine di questo lavoro” ha rimarcato il dirigente comunale, Sauro Censi. Un ringraziamento al Politenico è stato rivolto dall’assessore all’urbanistiica Massimo Silvestrini. “E’ un piano che finalmente guarda al futuro”. Presenti in platea anche la comandante del Circomare, Simona Gentile, il consigliere regionale, Francesco Giacinti, il Capo di Gabinetto della Prefettura di Fermo, Francesco Martino.