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CHIESA SANTUARIO DELL’AMBRO
 

PRESENTATO IL PROGETTO DEL RESTAURO DELLA CHIESA SANTUARIO DELL’AMBRO

L'Arcivescovo Pennacchio: "A Natale celebrerò qui la Santa Messa"

La Chiesa del Santuario della Madonna dell'Ambro rappresenta la storia di mille anni di fede, il simbolo di una comunità intera, di cittadini, di persone che anche da lontano partivano come pellegrini o semplicemente per trascorrere delle ore di spensieratezza con la propria famiglia.  

Oggi  martedì 13 marzo  alle ore 11 presso la Sala incontri dell’Hotel Ristorante Ambro a Montefortino in conferenza stampa presentato il progetto di restauro conservativo e miglioramento sismico della Chiesa del Santuario dell’Ambro, promosso dalla Cassa di Risparmio di Fermo per il 160° di fondazione della Banca (1857-2017). Alla conferenza stampa di presentazione , introdotta dal presidente Amedeo Grilli oltre ai tanti rappresentanti della carta stampata ,TV  erano presenti  S.E. Arcivescovo di Fermo Rocco Pennacchio,  il prefetto di Fermo s.e. Maria Luisa D'Alessandro  il presidente Carifermo  Alberto Palma  A.D Carifermo Alesssandra Vitali Rosati, il Sindaco di Montefortino, Domenico Ciaffaroni ,l'Architetto Giulia Alessandrini, l'Ingegnere Diego Damen  la Mapei maeriali. Di seguito una visita guidata al cantiere del restauro.  Il Santuario della Madonna dell’Ambro, oltre ad essere un luogo che da mille anni svolge una funzione di tipo spirituale, è ubicato in un’area di alto pregio ambientale e paesaggistico, tra il monte Priora  e il monte Castel Manardo, nel cuore del Parco Nazionale dei Sibillini. E’ il santuario più antico delle Marche e, dopo Loreto, per secoli, il più importante e visitato luogo mariano.  Grazie al progetto di recupero della Chiesa, la Banca vuole dare un segnale ad intere comunità che rischiano di scomparire dopo il sisma, garantendo un presidio nell’area montana e tenendo alto l’interesse verso le zone più colpite.

 

 

 

 

 

Un luogo di storia, cultura e devozione diventato inagibile dopo gli eventi sismici dell'agosto 2016. Dopo mesi di chiusura, finalmente,  lo scorso 19 febbraio sono iniziati gli interventi di restauro conservativo e miglioramento sismico, promossi dalla Carifermo Spa sponsor dell'iniziativa. L'ufficializzazione dell'inizio dei lavori  e la riapertura del Santuario, prevista per il prossimo dicembre,  è stata  data questa mattina, nella conferenza stampa che si è tenuta all'Hotel Ambro.

Il 14 febbraio del 1858 veniva aperto il primo sportello della Cassa di Risparmio di Fermo e per il 160° anniversario dalla sua nascita, l'istituto di credito ha voluto così dare un segnale concreto e tangibile, investendo in questo unico e grande progetto.Il Santuario verrà ricostruito con tecnologie nuove e avanzate, tramite l'intervento della ditta Alessandrini e i materiali Mapei, partner tecnico del restauro. Insieme a loro, oggi per l'incontro con la stampa, anche l'Architetto Domenico Cardamone, responsabile della sovrintendenza, l'Architetto Giulia Alessandrini, che ha spiegato il suo progetto di messa in sicurezza e l'intento di tutela degli aspetti storico-artistici, l'Ingegnere Diego Damen, occupatosi degli interventi di adeguamento e miglioramento sismico e il Professore Luigino Dezi, dell'Università  Politecnica delle Marche, che ha effettuato i sopralluoghi  rilevando i cedimenti della struttura, in particolare della volta.

 

 

 

 

 

Un centro di aggregazione, depositario dell'identità di un intero territorio, che può concretamente ripartire tramite gli enti che collaborano a questa iniziativa e che hanno partecipato non solo alla conferenza stampa, ma anche alla visita guidata all'interno della struttura. Alla testa del gruppo entrato nel cantiere di restauro Monsignor Pennacchio e l'Ingegner Grilli, presidente della Cassa di Risparmio di Fermo. "Questo importante luogo di culto non ha una rilevanza soltanto religiosa: è qui che il divino incontra l'umano diventando un tutt'uno. Grazie a questo progetto è la gente che viene aiutata, valorizzando così la cultura di un territorio. Come rappresentante dell'ente proprietario, sono contento di ritornare a vivere il Santuario e a Natale vorrei poter celebrare qui la messa di mezzanotte". A tal proposito l'amministratore delegato Carifermo Alessandra Vitali Rosati ha aggiunto: "Questa rappresenta una fantastica opportunità per lavorare al bene comune. Il nostro impegno non si basa sul fatturato o sulle percentuali, ma sulle vite delle persone che abitano qui".La rinascita, anche economica, parte dal Comune di Montefortino, centro che vede nel suo territorio la presenza di questo grande punto di attrazione. Da qui riparte la speranza e tutte le istituzioni, provinciali e regionali, si sono unite per dare una risposta concreta. A testimoniarlo erano presenti il Prefetto, Maria Luisa D'Alessandro, il dirigente della Regione Marche, Raimondo Orsetti e il vice presidente della Provincia di Fermo, Stefano Pompozzi. Insieme hanno ribadito la volontà di "ricostruire la comunità, partendo da una ricostruzione materiale." Un plauso unanime è stato rivolto al Sindaco di Montefortino, Domenico Ciaffaroni, per "l'impegno profuso, che ha consentito in tempi brevi l'avvio del progetto." "Una giornata meravigliosa per le Marche e per i Sibilini." - Ha esordito lo stesso Ciaffaroni, ringraziando i presenti- "Partendo dall'architetto Cardamone e il professor Dezi, che hanno messo a repentaglio la propria vita durante il terremoto, per mettere in sicurezza il Santuario e per scongiurare il depredamento dell'immobile. Grazie all'Anas, perché ha permesso la messa in sicurezza della strada che porta al Santuario. Grazie alla Prefettura, alla Regione Marche, poiché la rinascita di questo luogo simbolo, non può avvenire senza l'ammodernamento delle infrastrutture fondamentali, come la strada 210. Sono sicuro che il Presidente Ceriscioli manterrà la promessa. Un grazie a nome di tutta la comunità marchigiana va alla Carifermo" - Ha sottolineato il primo cittadino- "Una banca partecipe nel territorio e protagonista dello sviluppo."Una motivazione e un obiettivo chiaro ha quindi mosso la Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo: "Una sfida che la nostra banca locale ha voluto intraprendere a 10 km dall'epicentro. - Ha dichiarato il Presidente della Carifermo Amedeo Grilli - Abbiamo preso un immobile simbolo per dimostrare che si può ripartire dal centro dove si è irradiata questa energia che ha messo in ginocchio più  regioni, far capire che possiamo ripartire, che dobbiamo ripartire. Ringrazio l'Arcidiocesi di Fermo, Monsignor Conti che, con lungimiranza, ha condiviso questo progetto, consolidato da Monsignor Pennacchio che lo ha voluto portare avanti."