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"Prima la SICUREZZA..  Sfilata  degli studenti per le vie di Fermo

Il crollo di una parte del tetto della sede del triennio dell'Istituto Tecnico Industriale Montani ha riportato in auge un tema annoso, quello legato alla sicurezza degli edifici scolastici. E questa mattina a Fermo si manifesta per difendere il futuro e per chiedere maggiore sicurezza e garanzie.

Dopo l'accaduto, infatti, tra gli studenti regna la preoccupazione: se un pezzo di una struttura che recentemente, in seguito agli eventi sismici del 2016, aveva superato una serie di accurati controlli di agibilità, è venuto giù da un momento all'altro come se niente fosse, la domanda che si fanno gli studenti è se episodi analoghi possano verificarsi anche in altri edifici della città. Per questo motivo gli studenti sono scesi in piazza con l'obiettivo di far sentire la propria voce.  Circa 1500 ragazzi si sono ritrovati davanti alla sede del biennio dell'Iti per poi proseguire, formando un lungo serpentone colorato, verso i maxi parcheggi e Viale Trento, per arrivare infine davanti alla sede della Provincia. Striscioni (“prima la sicurezza, ora vogliamo chiarezza”, “+ scuola -tagli = più futuro per tutti”, “commissione edilizia per ogni istituto), bandiere italiane e i simboli anche del Comitato nazionale delle scuole sicure e della sezione fermana dell'Anmil hanno caratterizzato il corteo, scortato dai rappresentanti delle forze dell'ordine, con gli studenti che per tutto il percorso hanno scandito cori e slogan a gran voce. Tra i più attivi in testa al gruppo il Presidente della Consulta provinciale degli studenti Nicola Pagliarini. “Scendiamo in piazza perché è inammissibile un crollo di un tetto nel 2018”. Chiare le richieste che lo stesso Pagliarini, accompagnato da sette rappresentanti d'istituto delle scuole fermane, porterà alla Presidente della Provincia Moira Canigola nell'incontro che si terrà al termine della manifestazione. “Vogliamo sapere chi e come ha eseguito i controlli alle scuole – attacca Pagliarini -. Poi quanti soldi ha stanziato lo Stato per la Provincia e per la ristrutturazione dei nostri edifici: una volta conosciuta la somma, chiederemo come sono state spese queste risorse e chi le ha gestite”. “Da qui a un mese pretendiamo risposte concrete e scuole sicure – incalza il Presidente della Consulta degli studenti – perché dobbiamo affrontare gli esami di stato e i corsi di recupero. Poi chiederemo una commissione edilizia per ogni istituto che non è a norma. Purtroppo in Italia si aspetta sempre la tragedia prima di agire. Nel 2016 ci sono stati dei lavori di ristrutturazione per il terremoto poi, dopo la neve di quest'inverno, che ha provocato alcune infiltrazioni d'acqua, sono stati fatti altri controlli. Com'è possibile allora che ci siano dei crolli? A cosa porta la burocrazia? Vogliamo tempi stretti!” All'interno del corteo si muove con disinvoltura e passione anche la 18enne Sara Albanesi del Liceo Artistico. Megafono in mano, incita tutti i partecipanti a scandire slogan a voce più alta possibile: “Siamo scesi in piazza perché un crollo del genere non è giustificabile da nessun punto di vista dato che dopo il terremoto ci hanno assicurato che le scuole fossero agibili – racconta -. Un tetto non crolla così da un momento all'altro, si è rischiato il morto: non è possibile che noi andiamo a scuola per imparare e da un momento all'altro crolli un tetto”. Entrambi esprimono soddisfazione per la partecipazione degli studenti: “Spero che qualcun altro possa accordarsi mentre sfiliamo, ma già così siamo bellissimi e facciamo paura”, esclama Pagliarini. ”Siamo molto soddisfatti della risposta, soprattutto perché abbiamo organizzato il tutto in appena tre giorni”, è il parere della Albanesi. Ora non resta che aspettare che tipo di risposte la Canigola e l'ente provinciale forniranno in primis agli studenti e di riflesso anche a tutte le loro famiglie