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FERMO
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PROVINCIA DI FERMO
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Maltempo
Grandine, "Coltivazioni distrutte e
danni fino al 90%, chiediamo
stato di calamità"
Vineti e uliveti bombardati
da chicchi di grandine grandi anche come albicocche,
impianti fotovoltaici infranti, coperture divelte. La conta
dei danni iniziata questa mattina dopo l’ondata di maltempo
della notte che ha colpito soprattutto le province di
Ancona, Mgacerata, Fermo e Ascoli ha subito assunto i
contorni del disastro. Gli uffici di zona di Coldiretti sono
attivi dalle prime ore del mattino per contattare le aziende
e verificare l'entità dei danni. Solo nei prossimi giorni
sarà possibile tracciare un quadro più preciso ma già dal
Maceratese, dove la tempesta ghiacciata aveva già colpito la
settimana scorsa, il settore è in ginocchio. Anche perché in
questo caso, ad avere la peggio, sono state colture pregiate
come i vigneti e gli oliveti. In provincia di Macerata il
fronte, che ha fatto danni anche a Fabriano e Cerreto d’Esi,
ha interessato i vigneti di Matelica e di Serrapetrona, i
campi coltivati di Tolentino Belforte del Chienti,
Sant’Angelo in Pontano e San Ginesio, per poi spostarsi a
sud in direzione di Servigliano, Falerone, Belmonte Piceno,
Monsampietro Morico, Montottone, Ortezzano, Montalto delle
Marche. A quel punto la violenta perturbazione è tornata
verso la costa passando sopra le coltivazioni di Petritoli e
sui vivai di Grottammare e San Benedetto del Tronto. Le
prime stime parlano di danni tra il 60% e il 90% su
frutteti, vigneti, oliveti e ortaggi. Per i seminativi il
danno è tra il 50% e il 70%. Coldiretti Marche ha chiesto
alla Regione lo stato di calamità. Danni anche alle
strutture, soprattutto su impianti fotovoltaici a tetto,
alle tensostrutture zootecniche nelle zone terremotate,
strutture dedicate al ricovero degli animali con crolli di
tetti che hanno causato il loro ferimento, animali colpiti e
feriti direttamente nei pascoli.