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Provincia di Fermo
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Oltre lo sguardo, 400 studenti al Teatro delle
Api
Liberati: “Non tutto è bullismo, riconoscerlo è il primo passo”
La professoressa Guarini: “Anche il bullo soffre”
Prevenire il bullismo e il cyberbullismo partendo dalla
conoscenza dei fenomeni, dall’ascolto e dalla Teatro delle Api di Porto
Sant’Elpidio sold out per l’incontro ‘Oltre lo sguardo – Bullismo, cyberbullismo
e il valore delle relazioni’ organizzato dalla Provincia di
Fermo. Su palco, la professoressa Annalisa Guarini, Ordinaria di Psicologia
dello Sviluppo all’Università di Bologna, Raffaella Abbate,
Vice Questore Aggiunto, Giuseppe Lupoli, Docente referente per il contrasto al
bullismo e cyberbullismo all’ITET “Carducci Galilei” CPIA.
"Non dobbiamo concentrarci soltanto sulle vittime, ma capire anche che cosa
porta un ragazzo o una ragazza a bullizzare qualcun
altro per poter intervenire in modo tempestivo ed efficace" ha sottolineato in
apertura Pisana Liberati, consigliere della Provincia di
Fermo con delega alla rete scolastica. L’incontro è parte del progetto ‘Connessi
al futuro’ con cui la Provincia di Fermo ha vinto il bando
‘PROVINCEXGIOVANI’ Fondo Politiche Giovanili 2024-2025 dell’Unione Province
Italiane. “Un progetto territoriale che, partendo dalle
criticità riconducibili a fenomeni di isolamento sociale, fragilità relazioni e
disagio giovanile, vuole offrire risposte, contenuti e attività
funzionali alla crescita dei giovani e al loro inserimento del contesto sociale
ed economico della provincia” aggiunge il Presidente
Michele Ortenzi. Protagonista, nel corso della mattinata, la Consulta
Provinciale degli Studenti che con alcune sue componenti ha posto
numerose domande ai relatori, permettendo di approfondire gli aspetti di maggior
interesse, a cominciare dal dare il giusto significato
alle parole. “Perché sia bullismo servono tre requisiti: intenzionalità,
ripetizione nel tempo e squilibrio di forza. Il primo – ha spiegato la
professoressa Guarini – è importante, perché esclude l’aggressione casuale. Il
bullo è colui che arriva già a scuola, ad esempio, con la
volontà di aggredire. E non si parla di un singolo atto, ma di vessazioni
continue. Diverso è il ruolo della ripetizione nel cyberbullismo,
perché qui basta un singolo atto visto che può approfittare della platea del web
che genera un pubblico infinito”. Su richiesta delle
studentesse è affrontata la psicologia del bullo. “Quante volte finiamo per
colpevolizzare la vittima: si veste male, colpa sua se ha
quell’odore, ma uno così non può giocare. E da qui alla frase ‘un po’ se lo
meritava’ è un attimo. Il bullo vive un disimpegno morale,
ogni danno viene minimizzato. Ma attenzione, anche i bulli soffrono: non è
facile gestire lo squilibrio di potere, non facile vedere l’altro
solo come qualcuno da dominare” aggiunge la professoressa di UniBo. Di fronte al
bullo, è emerso durante l’incontro, ci sono almeno
due strade: la prima è quella di contattare il referente scolastico, la seconda
è di rivolgersi alla Polizia. “Se create un gruppo di classe
escludendo un solo compagno, dove magari lo irridete, no state facendo uno
scherzo. Si configura un primo reato. Ricordate – riprende
la dottoressa Abbate – che ogni atto genera una conseguenza. Di fronte ai casi
evidenti, il Questore può agire direttamente con un
ammonimento, che è come un cartellino giallo. Se venite a conoscenza di casi,
potete anche segnalarli in forma anonima attraverso
l’app Youpol, vi invito a scaricarla. E chiamateci, noi siamo al vostro fianco
anche solo per un consiglio, per evitare che una bravata
diventi un reato”. Prima della polizia, c’è la scuola. “Il nostro compito è
prevenire, sottolinea il prof. Lupoli, per farlo, parliamo,
osserviamo, ascoltiamo. Spesso i ragazzi e le ragazze non si rendono conto
dell’errore. Noi cerchiamo il confronto con il bullo e il
bullizzato, c’è capitato anche di recuperare rapporti, di far tornare
l’amicizia. Ma, ribadisco, non si era arrivati a fatti gravi. Un
consiglio che do sempre è quello dei ’30 secondi’. Invito i ragazzi a riflettere
sule loro parole, a valutare se il significato sarebbe
cambiabile, e rimediabile, in un lasso di tempo così breve, altrimenti significa
che sono parole che generano dolore”. I vari interventi
hanno mirato a far comprendere la gravità dietro un gesto, una parola, troppi
giovani hanno anche perso la vita di fronte al bullismo.
In chiusura, la professoressa Guarini, rispondendo a una domanda delle ragazze
della consulta ha chiarito come rapportarsi con il
bullo: “Bisogna fargli capire che si può accettare anche senza il potere. Spesso
è una persona con bassa autostima, dobbiamo fargli
capire che può stare con noi, dobbiamo tendere la mano e avvicinarlo. Se poi non
ci si riesce, c’è la denuncia”.
In platea con i 400 studenti di tutti gli istituti secondari superiori, docenti
e istituzioni. I saluti sono stati effettuati dal Vicesindaco di
Porto Sant’Elpidio Andrea Balestrieri, dalla Viceprefetto Aggiunto Ilaria Tanoni,
dal Consigliere regionale Andrea Putzu, dal Consigliere
Provinciale Pisana Liberati e dalla Professoressa Rita Forlini per l’Ufficio
Scolastico per le Marche. In chiusura, la professoressa Guarini
ha ribadito che “nelle vittime aumentano disturbi depressivi e d’ansia, che
possono poi arrivare ai tentativi di suicidio. Dobbiamo essere
molto attenti nel trattare le situazioni, serve formazione”. A conclusione
dell’incontro sono stati invitati i giovani a partecipare ai
prossimi appuntamenti di formazione inseriti del programma di ‘Connessi al
futuro’ e ricordato che non bisogna fermarsi ad assistere,
ognuno di noi può agire e avere un ruolo per evitare un atto di bullismo,
aiutare la vittima e provare a recuperare il bullo.
Il progetto “Connessi al Futuro” è finanziato nel quadro dell’iniziativa
“PROVINCEPERGIOVANI” – Fondo Politiche Giovanili 2024-2025,
iniziativa promossa dall’UPI e finanziata dalla Presidenza del Consiglio dei
ministri Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio
Civile Universale.
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