FOTOCRONACAFERMANA

 

FERMO

 

 

PROVINCIA DI FERMO

 

 

 

PREFETTURA DI FERMO

UFFICIO TERRITORIALE DEL GOVERNO

 

 

Prefetto della Provincia di  Fermo S.E. dott. Edoardo D’Alascio

 

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Giovedì 1 Ottobre 2026
Auditorium San Martino
CELEBRATA LA CERIMONIA DI CONSEGNA DELLE MEDAGLIE D'ORO AI FAMIGLIARI DEI DEPORTATI ED INTERNATI NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO
NAZZISTI


Si è svolta questa mattina, presso l’Auditorium San Filippo Neri di Fermo, la Giornata degli Internati Militari Italiani (IMI), istituita con L. n. 6 del 13 gennaio 2025 ed organizzata dalla Prefettura di Fermo, nel corso della quale sono state consegnate le sei Medaglie d’Onore conferite dal Presidente della Repubblica ai militari e civili italiani deportati e internati nei lager nazisti dopo l’8 settembre 1943. La cerimonia ha visto la partecipazione delle principali autorità civili e militari della provincia, dei Sindaci dei Comuni della provincia e di una nutrita rappresentanza di studenti delle scuole superiori del territorio, a testimonianza dell’importanza di mantenere vivo il legame tra memoria e nuove generazioni. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Fermo, avv. Alberto Maria Scarfini, e del Presidente della Provincia, dott. Michele Ortenzi, il Prefetto di Fermo, dott. Edoardo D’Alascio, ha proceduto alla consegna delle Medaglie d’Onore ai familiari degli Internati Militari Italiani, insieme ai Sindaci dei Comuni di provenienza degli insigniti. Un momento particolarmente significativo, che ha consentito di rendere omaggio alla memoria di uomini che, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, furono catturati dalle forze naziste e deportati nei campi di internamento, dove affrontarono condizioni di vita durissime e furono chiamati a scegliere tra la fedeltà all’Italia e l’adesione alla Repubblica Sociale Italiana e alla Germania nazista. La cerimonia ha rappresentato anche un’importante occasione di riflessione per gli studenti presenti, affinché la conoscenza delle vicende degli IMI possa contribuire a comprendere il valore della libertà, della dignità e delle scelte compiute anche nei momenti più drammatici della storia del Paese.Nel corso della mattinata è stata inoltre presentata ila testimonianza del signor Ernesto Detto, figlio dell’IMI Giovanni Detto, e allestita la mostra fotografica documentaria “Giovanni Detto, un IMI nella fabbrica di Goering”, realizzata attraverso fotografie e documenti che Giovanni Detto riuscì a riportare con sé dal lager, raccolti nella cosiddetta “Cassetta della Prigionia”. La mostra offre così un prezioso contributo alla conservazione della memoria, trasformando la vicenda personale di un internato in una testimonianza capace di parlare anche alle giovani generazioni. «Ricordare gli Internati Militari Italiani – ha sottolineato il Prefetto D’Alascio – significa restituire voce a uomini che vissero una delle pagine più dolorose della nostra storia e che, attraverso le loro scelte e la loro resistenza, contribuirono a preservare i valori sui quali sarebbe stata ricostruita l’Italia democratica. La presenza oggi di tanti studenti rende questa giornata ancora più significativa: la memoria ha valore quando riesce a passare da una generazione all’altra e a diventare consapevolezza».


Prefettura di Fermo
Ufficio Stampa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Firmate in Prefettura le Linee guida per il coordinamento degli interventi in favore delle donne

 

 vittime di violenza

 

 

   

 

Un modello condiviso per rafforzare la rete territoriale, assicurare risposte tempestive e garantire continuità nella presa in carico


Si è svolta questa mattina presso la Prefettura di Fermo la sottoscrizione delle “Linee guida per il coordinamento degli interventi in favore delle donne vittime di violenza”, documento volto a

 

rafforzare e rendere sempre più efficace il sistema territoriale di prevenzione, protezione e presa in carico delle donne vittime di violenza. L’iniziativa, promossa dalla Prefettura di Fermo, ha visto la

 

 partecipazione del Prefetto Edoardo D’Alascio, del Questore di Fermo, dei Comandanti provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, del rappresentante dell’AST di Fermo, degli

 

Ambiti Territoriali Sociali XIX, XX e XXIV, con la partecipazione del Sindaco di Fermo, Avv. Scarfini e del Sindaco di Porto Sant’Elpidio, Avv. Ciarpella e della Presidente dell’Unione Montana

 

 Sibillini, dott.ssa Grilli, nonché dei rappresentanti della Cooperativa On the Road e della Fondazione Sagrini Onlus, quali soggetti impegnati nella rete territoriale di contrasto alla violenza. Le Linee

 

guida nascono dalla consapevolezza che la violenza contro le donne richiede una risposta integrata, tempestiva e multidisciplinare, nella quale ciascun soggetto della rete sia chiamato a svolgere un

 

 ruolo definito, assicurando al tempo stesso il necessario raccordo con gli altri servizi e istituzioni.Particolare attenzione è dedicata alle situazioni di emergenza e di elevato rischio, nelle quali è

 

 necessario garantire una valutazione immediata della situazione e, ove necessario, l’attivazione di misure di protezione e di collocamento della donna e degli eventuali figli minori in luoghi sicuri.Un

 

 ruolo centrale è attribuito al Pronto Intervento Sociale (PIS) degli ATS XIX e XX e al numero antiviolenza 1522, attivabile anche nei casi di violenza domestica, intrafamiliare e di genere, attraverso

 

 una Centrale Operativa Telefonica che assicura la risposta anche nei giorni e negli orari di chiusura degli uffici pubblici. L’intervento prevede la raccolta delle informazioni essenziali, la valutazione

 

 urgente della situazione, l’attivazione della rete territoriale e, nei casi di pericolo attuale o grave pregiudizio, l’eventuale collocamento in una struttura protetta o di pronta accoglienza. Le Linee

 

 guida definiscono inoltre le modalità di intervento dei diversi soggetti coinvolti: Forze dell’Ordine, servizi sociali comunali, Centro Antiviolenza, Pronto Soccorso, Consultorio familiare e servizi

 

 sanitari, individuando i rispettivi compiti e le modalità di raccordo. Particolare rilievo assume il coordinamento nei casi in cui siano presenti minori, prevedendo il tempestivo coinvolgimento dei

 

 servizi sociali competenti e dell’Autorità Giudiziaria, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, affinché la tutela della donna si accompagni a quella dei figli e sia assicurata la continuità

 

degli interventi. Le Linee guida prevedono inoltre che, anche nelle situazioni in cui la donna acceda spontaneamente ai servizi, venga garantita una prima accoglienza e una valutazione del rischio,

 

 con la possibilità di costruire, previo consenso della donna, un progetto di aiuto condiviso tra i diversi servizi coinvolti.Il documento dedica specifica attenzione anche alle modalità operative fuori

 

 dall’orario d’ufficio, assicurando il raccordo tra i servizi territoriali, il Pronto Intervento Sociale, le Forze dell’Ordine e il Pronto Soccorso, così da garantire una risposta continuativa alle situazioni di

 

 emergenza.«Con la sottoscrizione di queste Linee guida – ha sottolineato il Prefetto Edoardo D’Alascio – rafforziamo concretamente la rete territoriale di protezione delle donne vittime di violenza.

 

 La qualità della risposta dipende anche dalla capacità delle istituzioni e dei servizi di parlarsi, di condividere procedure e responsabilità e di intervenire senza ritardi quando una situazione presenta

 

 profili di rischio. L’obiettivo è fare in modo che nessuna donna che chieda aiuto si trovi sola e che, soprattutto nei casi più delicati e in presenza di minori, ogni componente della rete sappia

 

tempestivamente come intervenire e con quali interlocutori raccordarsi».La sottoscrizione rappresenta quindi un ulteriore passo nel percorso di consolidamento della rete territoriale antiviolenza

 

della provincia di Fermo, attraverso procedure condivise che consentano di rendere più omogenea e tempestiva la risposta, valorizzando le competenze specifiche di ciascun soggetto e assicurando

 

 alla donna un percorso di protezione e sostegno che possa proseguire anche dopo la fase dell’emergenza.

 



Prefettura di Fermo


Fermo, 30.09.2026 L’Ufficio Stampa
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