FOTOCRONACAFERMANA
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FERMO |
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PROVINCIA DI FERMO |
PREFETTURA DI FERMO
UFFICIO TERRITORIALE DEL GOVERNO

Prefetto della Provincia di Fermo S.E. dott. Edoardo D’Alascio
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Si è svolta questa mattina, presso l’Auditorium San
Filippo Neri di Fermo, la Giornata degli Internati Militari Italiani (IMI),
istituita con L. n. 6 del 13 gennaio 2025 ed organizzata dalla Prefettura di
Fermo, nel corso della quale sono state consegnate le sei Medaglie d’Onore
conferite dal Presidente della Repubblica ai militari e civili italiani
deportati e internati nei lager nazisti dopo l’8 settembre 1943. La cerimonia ha
visto la partecipazione delle principali autorità civili e militari della
provincia, dei Sindaci dei Comuni della provincia e di una nutrita
rappresentanza di studenti delle scuole superiori del territorio, a
testimonianza dell’importanza di mantenere vivo il legame tra memoria e nuove
generazioni. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Fermo, avv. Alberto
Maria Scarfini, e del Presidente della Provincia, dott. Michele Ortenzi, il
Prefetto di Fermo, dott. Edoardo D’Alascio, ha proceduto alla consegna delle
Medaglie d’Onore ai familiari degli Internati Militari Italiani, insieme ai
Sindaci dei Comuni di provenienza degli insigniti. Un momento particolarmente
significativo, che ha consentito di rendere omaggio alla memoria di uomini che,
dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, furono catturati dalle forze naziste e
deportati nei campi di internamento, dove affrontarono condizioni di vita
durissime e furono chiamati a scegliere tra la fedeltà all’Italia e l’adesione
alla Repubblica Sociale Italiana e alla Germania nazista. La cerimonia ha
rappresentato anche un’importante occasione di riflessione per gli studenti
presenti, affinché la conoscenza delle vicende degli IMI possa contribuire a
comprendere il valore della libertà, della dignità e delle scelte compiute anche
nei momenti più drammatici della storia del Paese.Nel corso della mattinata è
stata inoltre presentata ila testimonianza del signor Ernesto Detto, figlio
dell’IMI Giovanni Detto, e allestita la mostra fotografica documentaria
“Giovanni Detto, un IMI nella fabbrica di Goering”, realizzata attraverso
fotografie e documenti che Giovanni Detto riuscì a riportare con sé dal lager,
raccolti nella cosiddetta “Cassetta della Prigionia”. La mostra offre così un
prezioso contributo alla conservazione della memoria, trasformando la vicenda
personale di un internato in una testimonianza capace di parlare anche alle
giovani generazioni. «Ricordare gli Internati Militari Italiani – ha
sottolineato il Prefetto D’Alascio – significa restituire voce a uomini che
vissero una delle pagine più dolorose della nostra storia e che, attraverso le
loro scelte e la loro resistenza, contribuirono a preservare i valori sui quali
sarebbe stata ricostruita l’Italia democratica. La presenza oggi di tanti
studenti rende questa giornata ancora più significativa: la memoria ha valore
quando riesce a passare da una generazione all’altra e a diventare
consapevolezza».
Prefettura di Fermo
Ufficio Stampa


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Firmate in Prefettura le Linee guida per il coordinamento degli interventi in favore delle donne
vittime di violenza
Un modello condiviso per rafforzare la rete territoriale, assicurare risposte tempestive e garantire continuità nella presa in carico
Si è svolta questa mattina presso la Prefettura di Fermo la sottoscrizione delle
“Linee guida per il coordinamento degli interventi in favore delle donne vittime
di violenza”, documento volto a
rafforzare e rendere sempre più efficace il sistema territoriale di prevenzione, protezione e presa in carico delle donne vittime di violenza. L’iniziativa, promossa dalla Prefettura di Fermo, ha visto la
partecipazione del Prefetto Edoardo D’Alascio, del Questore di Fermo, dei Comandanti provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, del rappresentante dell’AST di Fermo, degli
Ambiti Territoriali Sociali XIX, XX e XXIV, con la partecipazione del Sindaco di Fermo, Avv. Scarfini e del Sindaco di Porto Sant’Elpidio, Avv. Ciarpella e della Presidente dell’Unione Montana
Sibillini, dott.ssa Grilli, nonché dei rappresentanti della Cooperativa On the Road e della Fondazione Sagrini Onlus, quali soggetti impegnati nella rete territoriale di contrasto alla violenza. Le Linee
guida nascono dalla consapevolezza che la violenza contro le donne richiede una risposta integrata, tempestiva e multidisciplinare, nella quale ciascun soggetto della rete sia chiamato a svolgere un
ruolo definito, assicurando al tempo stesso il necessario raccordo con gli altri servizi e istituzioni.Particolare attenzione è dedicata alle situazioni di emergenza e di elevato rischio, nelle quali è
necessario garantire una valutazione immediata della situazione e, ove necessario, l’attivazione di misure di protezione e di collocamento della donna e degli eventuali figli minori in luoghi sicuri.Un
ruolo centrale è attribuito al Pronto Intervento Sociale (PIS) degli ATS XIX e XX e al numero antiviolenza 1522, attivabile anche nei casi di violenza domestica, intrafamiliare e di genere, attraverso
una Centrale Operativa Telefonica che assicura la risposta anche nei giorni e negli orari di chiusura degli uffici pubblici. L’intervento prevede la raccolta delle informazioni essenziali, la valutazione
urgente della situazione, l’attivazione della rete territoriale e, nei casi di pericolo attuale o grave pregiudizio, l’eventuale collocamento in una struttura protetta o di pronta accoglienza. Le Linee
guida definiscono inoltre le modalità di intervento dei diversi soggetti coinvolti: Forze dell’Ordine, servizi sociali comunali, Centro Antiviolenza, Pronto Soccorso, Consultorio familiare e servizi
sanitari, individuando i rispettivi compiti e le modalità di raccordo. Particolare rilievo assume il coordinamento nei casi in cui siano presenti minori, prevedendo il tempestivo coinvolgimento dei
servizi sociali competenti e dell’Autorità Giudiziaria, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, affinché la tutela della donna si accompagni a quella dei figli e sia assicurata la continuità
degli interventi. Le Linee guida prevedono inoltre che, anche nelle situazioni in cui la donna acceda spontaneamente ai servizi, venga garantita una prima accoglienza e una valutazione del rischio,
con la possibilità di costruire, previo consenso della donna, un progetto di aiuto condiviso tra i diversi servizi coinvolti.Il documento dedica specifica attenzione anche alle modalità operative fuori
dall’orario d’ufficio, assicurando il raccordo tra i servizi territoriali, il Pronto Intervento Sociale, le Forze dell’Ordine e il Pronto Soccorso, così da garantire una risposta continuativa alle situazioni di
emergenza.«Con la sottoscrizione di queste Linee guida – ha sottolineato il Prefetto Edoardo D’Alascio – rafforziamo concretamente la rete territoriale di protezione delle donne vittime di violenza.
La qualità della risposta dipende anche dalla capacità delle istituzioni e dei servizi di parlarsi, di condividere procedure e responsabilità e di intervenire senza ritardi quando una situazione presenta
profili di rischio. L’obiettivo è fare in modo che nessuna donna che chieda aiuto si trovi sola e che, soprattutto nei casi più delicati e in presenza di minori, ogni componente della rete sappia
tempestivamente come intervenire e con quali interlocutori raccordarsi».La sottoscrizione rappresenta quindi un ulteriore passo nel percorso di consolidamento della rete territoriale antiviolenza
della provincia di Fermo, attraverso procedure condivise che consentano di rendere più omogenea e tempestiva la risposta, valorizzando le competenze specifiche di ciascun soggetto e assicurando
alla donna un percorso di protezione e sostegno che possa proseguire anche dopo la fase dell’emergenza.
Prefettura di Fermo
Fermo, 30.09.2026 L’Ufficio Stampa*
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