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PROVINCIA DI FERMO

 

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Ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale

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Consiglio comunale di Fermo.

 

 

 

 

Zacheo: "Città condotta verso futuro di povertà materiale, politico e sociale". La maggioranza: "Ennesimo tentativo di mistificare la realtà"

Il botta e risposta tra il gruppo consiliare "Io scelgo Fermo" e la maggioranza comunale.

Questo il comunicato stampa del Gruppo Consiliare "Io scelgo Fermo", capitanato dal consigliere di minoranza Pasquale Zacheo: "Il Consiglio Comunale di ieri sera è la cartina al tornasole di questa maggioranza. Nel presentare il Documento Unico di Programmazione, un momento topico per illustrare le scelte politiche future per la città, il Sindaco Calcinaro, come l’anno scorso e l’anno prima ancora, è rimasto nel totale silenzio, lasciando all’Assessore Febi l’onere di mettere la faccia e spiegare sommariamente il corposo documento sottoposto ai consiglieri. Un documento peraltro che presentava aspetti di clamorosa sciatteria amministrativa, come quello relativo alla Casina delle Rose “per la cui vendita – stando al documento in Consiglio – l’Ufficio sta valutando le varie ipotesi possibili”. Sindaco e Giunta non si erano evidentemente accorti che, qualcuno in nome e per conto loro, stava già vendendo il prezioso immobile e proprio ieri era andata deserta la prima gara. Un clamoroso svarione che offende il Consiglio Comunale e la città, una città capoluogo di provincia. Un silenzio, quello del Sindaco, che denuncia la totale assenza di programmazione e visione futura. Si vive alla giornata, come ammesso dallo stesso Assessore Febi. Il centro storico sta progressivamente morendo ed i negozi chiudono con la rapidità di una treno senza fermate. Non esiste traccia di una vocazione futura che si vuole dare alla città. O meglio sembra esserci una vocazione, quella commerciale, nel senso che esiste un Comune che si sta vendendo tutto per mantenere le feste di piazza ed alimentare lo spicciolo consenso a favore di chi governa. Ma in questo disordine, c’è da chiedersi chi sta governando effettivamente la città. Nei giorni scorsi, una sigla sindacale aveva già denunciato che l’Amministrazione era in mano ai dirigenti.

Qualche spunto di riflessione, noi lo abbiamo ricavato da una serie di circostanze, dipartendo proprio da una recente nostra interrogazione per la questione dei lavori della piscina. Abbiamo interrogato Sindaco e Giunta e abbiamo ricevuto risposta da Saturnino Di Ruscio. Abbiamo pensato ad uno degli ormai proverbiali “refusi” in atti in cui sarebbe incorsa questa amministrazione in questi due anni. Invece no, tutto vero. A Fermo, dunque, se si interroga il Sindaco per comprendere le scelte politiche fatte su una delicata questione quale quella della piscina, risponde Di Ruscio. Ma questi non aveva smesso di fare il sindaco qualche anno fa?
E’ fatto noto che questi sia un Dirigente comunale, ex Sindaco, che bene conosce la macchina comunale, ma ci sembra eccessivo affidargli ancora compiti che attengono alla sfera politica. E’ certamente encomiabile il suo impegno a mettere la faccia sulla questione e a fornire una risposta, seppur imbarazzante nei contenuti, ai Consiglieri interroganti. Ma registriamo un vero e proprio stravolgimento dei ruoli. Il Dirigente Di Ruscio, ottimamente laureato in Scienze Agrarie, assume la difesa del Sindaco Calcinaro che è un Avvocato. Una difesa politico-amministrativa assai significativa. Sulla piscina ci avevano detto che Cantone sapeva tutto della questione e che tutto era regolare. Ora ci viene invece detto che l’intervento esplicativo di Cantone in merito al Codice degli appalti, che esclude proprio l’affidamento degli impianti sportivi a rilevanza economica con le modalità del Comune di Fermo, è successivo alla gara d’appalto. Come a dire: abbiamo sbagliato ad applicare la legge perché Cantone l’ha spiegata dopo.
Ma non è certo una novità che al Sindaco ex Di Ruscio venga affidata da Calcinaro e dalla sua Giunta la gestione di situazioni di certo impegno politico-amministrativo. Ricordiamo la questione dell’area camper di Marina Palmense, che vedeva politicamente chiamato in causa l’Assessore Mauro Torresi, per la quale il già di questi Sindaco Di Ruscio, su nostra insistenza, era stato costretto ad ammettere in Consiglio Comunale, tra l’imbarazzo generale della maggioranza, che per sua iniziativa aveva cambiato la convenzione approvata dalla Giunta, provvedendo ad eliminare un intero rigo, ovvero quello più importante che riguardava il numero massimo delle piazzole. E per le prenotazioni delle stesse piazzole, in quei giorni, per singolare coincidenza, rispondeva ancora lo stesso Assessore Torresi il cui numero telefonico era inserito sul sito internet del gestore privato a cui era stata affidata l’area camper. Una vicenda davvero tragicomica. Calcinaro e Giunta, in quella circostanza, tacquero su tutta la linea, anche mantenendo in giunta Torresi, ammettendo pacificamente la cessione del loro ruolo all’ottimo Sindaco ex Di Ruscio, a cui venivano di fatto affidate anche le funzioni di sopravvento sulle decisioni della stessa Giunta.
Ora, per la questione della vendita della Casina delle Rose, Calcinaro e la sua Giunta, con ennesima distrazione della Presidente Massucci, pare abbiano affidato al capace Sindaco ex Di Ruscio, anche le funzioni del Consiglio Comunale, dopo quelle della Giunta. Infatti, nella delibera del Consiglio Comunale N.29 dell’08.05.2017, il Consiglio aveva approvato la “vendita dell’immobile denominato “Casina delle Rose” ubicata a Fermo presso il Piazzale Girfalco” “mediante indizione di gara pubblica che possa prevedere il ricorso alla formula contrattuale del “rent to buy””. Invece, su proposta dell’ufficio di Di Ruscio, la Giunta modificava la formula di vendita nella “vendita a rate”. Quindi, contestualmente, lo stesso Di Ruscio, nella sua determina dirigenziale, riferiva che “il Comune di Fermo si impegna fin d’ora a costituire a favore dell’aggiudicatario dell’asta pubblica servitù di passaggio e proprietà superficiaria per volumi interrati o seminterrati”, ma si tratta di impegno che compete alla decisione del Consiglio Comunale, non certo al Dirigente Comunale o alla Giunta. Gli elaborati grafici di cui alla gara, sempre per singolare coincidenza, sono quelli relativi ad un progetto proposto all’epoca del Sindaco Di Ruscio.
Il nostro gruppo, ieri sera, ha puntualmente illustrato le tante insidie sulla vendita nelle modalità previste nel bando in vigore. Una risulta davvero curiosa e paradossale. Si chiede infatti che gli offerenti siano persone pulite e perbene, ma non si richiede lo stesso requisito per chi realmente acquista. Infatti, l’offerta può essere presentata per conto di altri del cui curriculum personale nulla deve interessarci. E se si tratta di mafiosi interessati a riciclare proventi illeciti? Un vero abominio. Ora dopo la prima gara andata deserta, il prezzo calerà di oltre 200 mila euro. Un vero affare per chi compra, un vero disastro per la nostra città, condotta, da chi non sa dove andare, verso un futuro di povertà materiale, politico e sociale. Fortunatamente, anche alcuni colleghi della maggioranza, dopo quelli dell’opposizione, se ne stanno avvedendo e cominciano a manifestare perplessità."

 Di seguito la risposta dei consiglieri di maggioranza: "Rimaniamo basiti di fronte all’ennesimo tentativo di mistificare la realtà da parte del consigliere di minoranza Zacheo con un comunicato pieno zeppo di inesattezze. Senza entrare nel merito di alcune questioni affrontate sia in commissione (dove Zacheo è sempre assente)  che ieri sera in Consiglio comunale, ci teniamo a ricordare al consigliere di opposizione che ci sono un regolamento e una procedura da seguire, come ieri sera precisato  dalla stessa Presidente Massucci. Infatti all’ordine del giorno c’era  la presentazione del Documento Unico di Programmazione  e come da regolamento dell’assise cittadina, i lavori si svolgono così: l’Assessore al Bilancio fa la presentazione contabile del documento, i consiglieri aprono la discussione, chiusa questa fase tutti gli assessori e il Sindaco relazionano dettagliatamente  sui propri settori di competenza e sono gli stessi consiglieri a chiudere la fase delle repliche. Se infatti Zacheo non si fosse alzato per andare via avrebbe partecipato come tutti gli altri consiglieri - rimasti fino a tarda ora – alla relazione di tutti gli assessori e alle considerazioni finali del Sindaco (tutto peraltro in diretta radiofonica)  per poi fare repliche e  votazione. Invece il consigliere di minoranza non ha partecipato neppure al voto. Né lui né la consigliera Bonanni del suo stesso gruppo erano presenti.Sulle allusioni sparpagliate che fa nel comunicato è difficile rispondere perché talmente lontane dalla realtà che risulta quasi impossibile scendere nel dettaglio. Per noi rispondono i progetti e il disegno della città che stiamo facendo dal primo giorno di mandato. Ma anche le altre forze di minoranza, che giustamente nel loro ruolo istituzionale criticano, anche aspramente ove necessario, ma spesso costruttivamente per il bene della città e partecipando sempre ai lavori delle commissioni e dei consigli. Al contrario del gruppo “Io scelgo Fermo”, spesso assente per poi riapparire sulla stampa con comunicati pieni di inesattezze."